E pensare che nel 2005 il nostro premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, lasciò la presidenza dell'Enea a causa di contrasti con Cda e con il Governo (CD) che si opponeva ai finanziamenti al solare termodinamico. Nel 2007 il Governo (CS), approvò un piano industriale per costruire dieci centrali da 50 MW nel centro/sud Italia; nel frattempo, Rubbia, in Spagna l'aveva già costruita.
Nell'aprile 2008, la la Conferenza Stato-Regioni da il parere favorevole al Governo (CS) per avviare questa tecnologia anche in Italia. Nel luglio 2009 il Senato Italiano (Gasparri capogruppo PDL) approvò una mozione decisamente critica riguardo al solare termodinamico, ritenuta una fonte non completamente ecologica in quanto necessita di essere combinata a fonti non rinnovabili che ne garantiscano il funzionamento anche in assenza di sole (questo è vero ma sempre meglio del nucleare), e poco efficiente sotto diversi punti di vista anche in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.
Il 14 luglio 2010, nonostante l'ostruzionismo, viene inaugurata a Priolo, in Sicilia la centrale solare termodinamica "Archimede", da 5 MW. La centrale è la prima al mondo ad usare i sali fusi come fluido termovettore ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Essa è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole per poterla poi usare per generare energia elettrica anche di notte o quando il cielo è coperto. In questo modo viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.
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