Occuperà un’area di cento ettari vicino Latina. Sarà in grado di ricavare dal sole 30 Mw di energia all’anno. Costerà circa 150 milioni di euro suddivisi tra investimenti pubblici e privati.
Sarà uno dei tasselli fondamentali che porterà il Lazio nel 2010 a produrre 600 megawatt. Contribuirà allo sviluppo di quella green economy che, da qui al 2020, creerà 18 mila posti di lavoro e consentirà di centrare l’obiettivo del 20% di energia proveniente da fonti rinnovabili. Tutto questo sarà la centrale che nascerà dall’intesa siglata a giugno tra Enea, Regione e Confindustria Lazio.
Un impianto con la tecnologia innovativa del solare termodinamico ispirata al principio degli specchi di Archimede che ha un solo precedente nel prototipo da 5Mw in allestimento a Priolo, vicino a Siracusa. Il sistema prevede l' installazione di specchi che captano i raggi del sole per riscaldare ad altissima temperatura un composto salino che funge da volano termico, ovvero immagazzina il calore per poi restituirlo secondo necessità (ad esempio di notte).
Il progetto, del nostro premio Nobel Carlo Rubbia, è stato già realizzato in Spagna poichè la burocrazia in Italia ne ha rallentato notevolmente la realizzazione.
La centrale, il cui studio di fattibilità sarà elaborato in tre mesi, è l’incontro, hanno sottolineato il governatore Piero Marrazzo, il presidente Enea Luigi Paganetto e il presidente di Confindustria Lazio Maurizio Stirpe, tra ricerca e Impresa. Col proposito di arrivare a un modello esportabile che inneschi competitività internazionale.
«Solare e fotovoltaico sono settori in cui crediamo», ha detto Stirpe, «per questo cercheremo di coinvolgere il mondo delle imprese e quello delle banche».
«Solare e fotovoltaico sono settori in cui crediamo», ha detto Stirpe, «per questo cercheremo di coinvolgere il mondo delle imprese e quello delle banche».
Accanto alla centrale è prevista la realizzazione di piscine per il recupero dei cascami termici.
Nella zona sarà collocato anche un Museo dell’energia da fonti rinnovabili.
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