A Verona si è tenuta, dal 7 al 9 maggio, Solarexpo, la mostra e convegno internazionale su energia alternativa e generazione distribuita. All’evento è stato presentato anche il marchio della nuova joint venture tra Eems Solsonica ed Espe. Due aziende della giovane filiera italiana, l’una leader per la produzione di celle e moduli fotovoltaici, l’altra tra i principali operatori nella progettazione e realizzazione degli impianti. Obiettivo, promuovere la realizzazione di grandi centrali a pannelli solari.
La via italiana all’energia del sole infatti si sta sviluppando soprattutto su piccola scala, in modo diffuso sul territorio, grazie a privati e aziende che installano pannelli nella loro proprietà. Un segmento di mercato in cui sta funzionando bene il meccanismo di incentivi noto come conto energia. L’unione delle forze servirà ad affermare anche da noi un pezzo di modello spagnolo?
Gli iberici infatti hanno realizzato un modello basato principalmente sulle mega centrali. Cosa che li ha portati a essere tra i leader europei nella produzione di energia dal sole e a essere piuttosto aggressivi su mercati promettenti come quello italiano. Il tentativo di EemsSolsonica e Espe va proprio nell’ottica di irrobustire una filiera italiana ancora debole.
C’è da dire che l’iter delle autorizzazioni per costruire grandi impianti nel nostro paese è piuttosto lungo. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, per avviare una centrale da più di 200 mega watt da noi ci vogliono 70 documenti. In Germania ne bastano 7.
La via italiana all’energia del sole infatti si sta sviluppando soprattutto su piccola scala, in modo diffuso sul territorio, grazie a privati e aziende che installano pannelli nella loro proprietà. Un segmento di mercato in cui sta funzionando bene il meccanismo di incentivi noto come conto energia. L’unione delle forze servirà ad affermare anche da noi un pezzo di modello spagnolo?
Gli iberici infatti hanno realizzato un modello basato principalmente sulle mega centrali. Cosa che li ha portati a essere tra i leader europei nella produzione di energia dal sole e a essere piuttosto aggressivi su mercati promettenti come quello italiano. Il tentativo di EemsSolsonica e Espe va proprio nell’ottica di irrobustire una filiera italiana ancora debole.
C’è da dire che l’iter delle autorizzazioni per costruire grandi impianti nel nostro paese è piuttosto lungo. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, per avviare una centrale da più di 200 mega watt da noi ci vogliono 70 documenti. In Germania ne bastano 7.
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